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Mar 24

Ridiamo smalto ai vecchi battelli. I risultati possono essere sorprendenti.

In clima di spending review a soffrirne sono evidentemente per prime le energie finanziarie destinate ai beni più voluttuari e tra questi ahimè rientrano i nostri amati “canotti” oggetto di esaltanti sogni estivi per chi non li possiede, ovvero protagonisti di tante nostre splendide vacanze trascorse a smanettare tra le onde. Nel primo caso si allontana la speranza di acquistarli, nell’altra ci si scontra con la difficoltà a sostituirli con modelli più nuovi per rinnovare le tante soddisfazioni che ci hanno procurato. DSC_0190
Eppure la natura stessa di questi nostri oggetti del desiderio ci viene incontro suggerendoci soluzioni che, quando guidate ed affidate a chi di dovere, possono offrire un’ottima alternativa da percorrere. Partiamo dalla constatazione che la parte più vulnerabile dei cosiddetti “semirigidi” – di quelli è ormai il caso di parlare vista la quasi totale scomparsa degli “smontabili” – è indiscutibilmente quella dei tubolari perchè la vetroresina ha una durata nettamente più lunga e se non trascurata, specie nell’opera viva che è a contatto con l’acqua e più esposta agli agenti marini e all’osmosi, e ovviamente se non ha subito rotture causate da incidenti, può essere brillantemente restaurata con poco lavoro e poca spesa.DSC_0197 Armiamoci quindi di tanta pazienza e con l’aiuto possibilmente di chi ne sa più di noi andiamo alla ricerca di qualche cadavere da risuscitare. Non sembri eccessivo il termine ma non è difficile scoprire tra le imbarcazioni messe in disparte da concessionari, cantieri o rimessaggi, alcuni battelli che guardati con attenzione meritano un’operazione di lifting che ne restituisca la bellezza originaria. Facciamo un pò di conti tenendo conto che l’indispensabile sostituzione delle camere ci costerà approssimativamente 1.000 euro a metro (sia che si utilizzino tessuti noti come quelli Orca, sia quelli meno noti come i Novurania), consideriamo quanto ci si potrà chiedere per lucidare la vetroresina (non si ha idea di come torni brillante il gel-coat dopo un adeguato trattamento senza per questo comprometterne la durata) e, non ultimo. si tenga presente il cantiere d’origine per stimare la qualità dei materiali. Alla fine scopriremo probabilmente che, a parità di lunghezza, sommando al costo di acquisto quello del restauro, il battello scelto ci consentirà una fortissima economia sul nuovo e se poi il nostro periodo di utilizzo annuale è nell’ordine di una ventina di uscite, il gioco varrà certamente la candela.
Ragionamento assai simile potremo farlo nel caso in cui siamo già proprietari di un battello ma dobbiamo valutare se cambiarlo o meno. Se questo è il problema saremo certo avvantaggiati dal fatto che della nostra preziosa imbarcazione sappiamo tutto e scoprire se la parte strutturale merita ancora di essere salvata dipenderà soltanto da quanto l’abbiamo saputa curare nel tempo. DSC_0193Resta anche qui il problema dei tubolari ma per questa importante componente del battello non è detto che la sostituzione sia l’unica soluzione possibile. Se optiamo per essa affidiamoci a chi ha già esperienza in merito perchè non basta smontare le vecchie camere e svilupparle in piano per sagomare su di esse il nuovo tessuto in quanto per ripristinare le dimensioni originarie bisognerà tener conto del cedimento che il tessuto ha sofferto nel tempo. Se poi il tessuto originario non fosse in condizioni estreme di funzionalità, intendendo per estreme perdite generalizzate delle varie camere, un’alternativa potrà essere la copertura di una parte delle camere con un nuovo tessuto, se il caso anche di un colore da abbinare a quello esistente.DSC_0191 Un’dea di quale sarà l’effetto finale dell’operazione la si può avere osservando le foto qui riportate in cui è ripreso un Master 640 serie Magnum (ossia con le murate in vtr) della venerabile età di 23 anni a cui 1/4 circa della circonferenza delle camere è stato ricoperto per scelta del cliente con un tessuto “in tinta” (sul Grigio Nettuno è stato sovrapposto un Grigio Militare) mentre inferiormente sono state applicate delle fasce di rinforzo per coprire le diverse abrasioni causate dalle ripetute operazioni di varo e alaggio e di pulizia a fine stagione.DSC_0204 Ovvio che in questo caso, trattandosi di un proprio modello, la Master che ha curato l’operazione ha potuto giovarsi delle dime dei tubolari già realizzate in passato (ciò che agevola particolarmente nella sagomatura di tutte le curvature come quelle all’altezza masconi) e della presenza della vetroresina a parziale copertura delle camere ma il lifting riuscirebbe altrettanto bene se praticato su un modello con tubolari non ricoperti e comunque affidato ad un cantiere competente. DSC_0192

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