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Gen 31

LE SCHEDE: ALTAMAREA WAVE 27

Atteso come novità della casa all’ultimo Salone di Genova, il Wave 27 di Alta Marea è stato presentato ufficialmente solo a febbraio dell’anno passato.

Esso colma di fatto il vuoto dimensionale tra gli ultimi due modelli proposti, il Wave 24 e il più recente Wave 33 di cui nel 2009 è stata anche presentata un’elegante versione “limited”. Salgono ad 8 così i modelli complessivamente offerti dal cantiere palermitano nei cinque anni dal suo ingresso ufficiale sul mercato durante i quali si è profondamente impegnato nel miglioramento qualitativo dei propri prodotti e nell’affermazione di uno stil maison che predilige nei tre modelli di punta aree prendisole e vani di stivaggio di generose dimensioni.

Il Wave 27 segue fedelmente questa impostazione ma rispetto ai fratelli più prossimi rivela un ulteriore affinamento nelle rifiniture e nell’ergonomia degli allestimenti, frutto della “mano felice” dell’architetto Ignazio Baglio che ne ha firmato il progetto; il risultato finale è quello di un battello di qualità medio-alta e particolarmente competitivo nella sua fascia di appartenenza per la completezza delle dotazioni standard.

La struttura è quella di un walkaround tradizionale con consolle centrale e una postazione di guida con poggiareni realizzata in un prisma multifunzione che incorpora al suo interno un lavello in stampata e un frigo da 42 lt. Le due stutture sono fissate al coperchio di un vano che si estende sino alla cala di prua e ospita in sequenza il serbatoio carburante da 300 lt e quello dell’acqua da 100 lt. La struttura del mezzo è solida: la stratificazione, effettuata con resine isoftaliche di qualità, è ben curata e garantisce ottimi livelli di resistenza alle sollecitazioni grazie anche alla presenza in carena di una trama di 4 correnti e 5 madieri realizzati in poliuretano resinato. L’opera viva deriva da quella del “fratello” più piccolo (il 7,20) caratterizzata da una “V” profonda che si smorza verso poppa senza perdere angolazione neanche nell’”appendice” del bracket strutturale che la completa. Svolgono efficacemente l’azione di deflusso e di sostentamento i due pattini laterali che percorrono le fiancate sin quasi al gradino del bracket. Lucide e senza sbavature le superfici di gel coat bianco che ricoprono scafo e coperta e che ben si combinano con il colore bianco ghiaccio delle camere che valorizzano il lay out complessivo per la leggera rastrematura verso prua.

L’impressione generale resta quella di un battello dalle linee tradizionali cui non mancano alcuni tocchi di eleganza come il rivestimento in teak sintetico delle plancette di poppa e dei passavanti per l’accesso in coperta e l’uguale abbellimento del musetto di prua, allestimenti peraltro tutti di serie. Ma è l’impressione di funzionalità che giova principalmente al giudizio complessivo. Immaginiamo di entrare in coperta proprio da poppa: i due corridoi ai lati del solarium sono larghi quel tanto che serve (17 cm) e non ingombrati dall’eventuale presenza del roll-bar che, su richiesta, viene montato nello spazio compreso tra i tientibene del cassero. Una volta dentro si avverte subito una sensazione di spazio e di sufficiente protezione, sia per l’altezza dei tubolari rispetto al piano di calpestio, sia per l’altezza del bordo di stampata sino alla nastratura con le camere con evidenti effetti positivi anche per la pulizia del battello.

Torniamo al confort e rileviamo che il divano è in grado di ospitare comodamente tre persone: sotto di esso, un vano con coperchio servito da due molle laterali, è ampio abbastanza per riporre quegli oggetti che specie in navigazione si ha sempre bisogno di stivare rapidamente senza dover aprire il grande coperchio della cala di poppa. L’occhio del costruttore alla praticità è evidente anche nel disegno della postazione di guida costituita, come si è visto dal classico prisma multifunzione con larghezza pari a quella della consolle.

L’ergonomia della consolle si fa apprezzare specie in navigazione sia per l’effetto protettivo che l’altezza complessiva del manufatto imprime a chi vi sta dietro, sia per la corretta distanza tra timone e scatola di comando, sia infine per la facile lettura delle varie strumentazioni installate nella plancia di comando Da sottolineare che il cantiere prevede la realizzazione di una versione “extra large” della consolle con vano toilette e spogliatoio.

L’area prodiera ricalca lo schema degli altri modelli Alta Marea: una cala di prua leggermente sagomata ad arco alla base per lasciare più spazio a chi siede davanti la consolle o per l’eventuale inserimento di un tavolo e una sola grande apertura che precede quella di ispezione al verricello elettrico in dotazione stabile al battello.

Il Wave 27 esce dal cantiere con una dotazione di serie pressoché completa che comprende tra gli altri i due serbatoi, l’impianto doccia, il verricello elettrico, il frigo e il lavello del mobile cucina, la bussola, l’impianto elettrico con pannello a 8 utenze, l’intero set di cuscini e la timoneria idraulica. Con questo allestimento il prezzo (€ 36.800) appare particolarmente competitivo rispetto a quello dei modelli concorrenti. Ai più esigenti segnaliamo il roll-bar in vtr (€ 2.780) e l’intera copertura in teak del piano di calpestio (€ 2.000).

In navigazione il Wave 27 non si scompone ai salti sulle onde e quasi “scommette” il guidatore ad ogni ricaduta rivelando sufficiente morbidezza anche negli impatti più secchi con la superficie dell’acqua. Si resta positivamente impressionati ai cambi improvvisi di rotta effettuati con la prua ancora al vento perché la risposta è rapida e senza conseguenze né sulla stabilità di chi è a bordo, né sui temuti ingressi d’acqua. Il confort sembra confermato negli slalom effettuati ad andatura sostenuta. In breve ci si sente di poter pretendere da questo mezzo il giusto compromesso tra prestazioni velocistiche e confort di navigazione con buona soddisfazione di chi sa apprezzare le doti essenziali di un gommone.

Palermo, Gennaio 2011 – Umberto Trapani

Altre info su http://www.altamarea.biz

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