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Lug 17

LE INTERVISTE: Giovanni D’Angelo, gestore di servizi nautici

La crisi ridimensiona le scelte dei diportisti e premia chi offre più varietà di servizi.

Non brilliamo per doti nautiche e di buon comportamento ma, sostiene Giovanni D’Angelo che gestisce uno dei pontili più attrezzati di Isola delle Femmine,  il periodo ci penalizza ancora una volta nell’attesa di un miglioramento e di una gestione più turistica di questo porto tanto importante per la nautica da diporto.

Questo si sa è un anno particolare. Ce lo ha confermato l’opinione  raccolta presso diversi operatori che abbiamo avuto modo di incontrare e intervistare. Le difficoltà congiunturali si avvertono in tutti campi e primi tra tutti quelli legati al tempo libero e allo svago come la nautica da diporto.

L’aumento dei costi di gestione e del carburante hanno disincentivato molti proprietari di imbarcazioni dal mettere a mare i propri mezzi.

Chiediamo al Sig. Giovanni D’Angelo, titolare di uno dei pontili di ormeggio più conosciuti e meglio organizzati di Isola delle Femmine se, per quelle che sono le sue evidenze, si è verificato quest’anno un calo delle presenze presso la struttura che gestisce.

A noi non risulta ma ritengo che sia da attribuire al fatto che noi offriamo servizi diversi per permettere a tutti di andare a mare e ci vantiamo al riguardo di offrire questa opportunità con una spesa minima di 600 euro l’anno. La verità è che chi possiede un’imbarcazione sotto i sei metri e quest’anno ha dovuto rinunziare al posto in banchina, ha comunque potuto optare per il più economico servizio di alaggio e varo. Chi aveva viceversa imbarcazioni più grandi e non ha messo il proprio mezzo in acqua perché in ogni caso costretto a tenerlo al pontile, ha lasciato il posto ad altri che si sono trasferiti da altri impianti perché, riteniamo,  hanno trovato i prezzi dei nostri ormeggi più convenienti.

Lei  gestisce anche un  rimessaggio nella zona industriale di Isola delle Femmine capace di accogliere sino a 350 imbarcazioni  ed è l’unico a garantire tutto l’anno un efficiente servizio di alaggio e varo  per coloro che non amano o preferiscono non tenere la propria imbarcazione in acqua. Ebbene, in questo inizio di stagione, e nonostante il tempo sia stato quasi costantemente favorevole, ha potuto rilevare una riduzione delle operazioni di alaggio e varo?

Un certo calo c’è stato ma non lo attribuisco solo al problema economico perché talvolta si tratta di persone che perdono l’entusiasmo per le uscite o più spesso di proprietari di imbarcazioni a cui offriamo di lasciare il proprio mezzo al pontile per una notte o più nei fine settimana per non doverlo carrellare continuamente.

Mettiamo da parte per il momento le conseguenze del clima congiunturale  e affrontiamo l’aspetto non meno interessante delle caratteristiche dei diportisti che si giovano dei suoi impianti.  Buona parte ormai sono proprietari di imbarcazioni  superiori ai 6 metri e quindi, si presume, persone con una certa pratica di mare. E’ così ovvero  c’è ancora una percentuale significativa di essi che stenta a fare un nodo marinaro o ha difficoltà ad accostarsi correttamente al proprio posto barca, a regolare gli ormeggi a prua e a poppa e così via?

Diciamo che sono metà e metà. Intanto, non c’è un rapporto “grande barca/buon marinaio” e poi spesso i proprietari si adagiano sulla disponibilità e la cortesia del personale dell’impianto sempre pronto a dare un mano agli ormeggi o all’imbarco e sbarco di oggetti e persone.

Un argomento ancor più delicato di quello delle doti marinare è quello dell’educazione che prescinde dall’esperienza in barca. Sono diverse le persone che denotano poca capacità di convivenza e di cura delle cose altrui. In breve c’è chi è insofferente  alle convivenza con altri diportisti e/o non si preoccupa se semina immondizia sul pontile o lascia il rubinetto dell’acqua aperto o il tubo dell’acqua buttato in acqua e così via…?

Il pontile riflette la società in cui viviamo e abbiamo detto tutto. Dal canto nostro cerchiamo di fare in modo che l’incuria sia ridotta al minimo. Ad esempio l’anno prossimo tutti i tubi dell’acqua saranno del tipo a riavvolgimento automatico così eviteremo fastidiosi inconvenienti.

Poichè un pontile per gli ormeggi  non può prescindere dalle infrastrutture portuali  di cui si giova per la relativa funzionalità, c’è in particolare qualcosa che, a suo avviso,  potrebbe essere migliorato con riguardo specifico all’impianto che Lei gestisce? Per esempio servizi igienici pubblici disponibili all’interno del porto, un servizio  di nettezza urbana più efficiente nell’area dello scivolo, un servizio di parcheggio meglio regolamentato ecc ? Che novità ci può segnalare al riguardo con riferimento al famoso distributore di carburante che la sua ditta ha avuto incarico di realizzare sulla diga foranea?

Sono dell’avviso che al porto di Isola dovrebbe nascere una struttura specifica per il diporto nautico. In quel caso tutti i servizi necessari verrebbero erogati diciamo spontaneamente anche da piccoli imprenditori che troverebbero occasione di lavoro all’interno del porto. Ad esempio gestori di servizi di ristorazione, di servizi igienici completi di docce e così via. Purtroppo però oggi il porto di Isola è solo in minima parte porto turistico e in massima parte ancora un porto peschereccio con tutte le conseguenze del caso. Certo, il giorno che verranno portati a realizzazione  i previsti lavori di miglioramento, primo tra tutti l’allungamento della diga foranea, nello specchio d’acqua che oggi ospita la maggior parte delle imbarcazioni da diporto si creeranno le condizioni  per far nascere una struttura turistica ad hoc. Allora anche il pontile che gestisco sarà spostato e sottolineo che quando fu creato, otto anni or sono, il progetto prevedeva anche la creazione di un bar e di un distributore di carburante. Quanto a quest’ultimo nel 2004 l’impianto aveva tutte le premesse per potere essere ammortizzato in dieci anni e rendere economicamente tanto da giustificarne le messa in attività. Oggi purtroppo le condizioni sono cambiate: impensabile che in dieci anni il distributore possa,  diciamo, ripagarsi ma le dirò di più: le banche oggi non sono disponibili a finanziare il progetto e d’altronde l previsioni di vendita indicano approssimativamente 400 mila litri erogati annualmente quando ce ne vorrebbe almeno un milione per far quadrare il conto economico. In breve, non vedo al momento spiragli sufficienti per una ripresa del progetto.

Si nota presso tutti i gestori di ormeggi a Isola delle Femmine l’assenza di una qualunque indicazione delle ordinanze che riguardano l’area  e, circostanza non meno rilevante, la mancanza di un qualunque servizio meteo (cartine, previsioni tratte da Internet e stampate giornalmente) che eviterebbe a tanti diportisti imprudenze pericolose. Lei conta di organizzarsi in tal senso?

Due anni fa abbiamo assunto un’iniziativa del genere ma abbiamo constatato che nessuno o molto pochi prendevano visione dei documenti che affiggevamo. Devo sperare che la ragione risieda nella ormai diffusa consultazione dei contenuti di Internet dove sia le ordinanze che le previsioni meteo sono facilmente reperibili.

 

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