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Nov 29

LE INTERVISTE: Gigi D’arpa, fuoribordo o entrofuoribordo?

Fuoribordo o entrofuoribordo? Un falso problema per chi sa cosa vuole dalla propria imbarcazione.

Intervista a Gigi D’Arpa

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Quante volte assistiamo a inesauribili discussioni sulla scelta della motorizzazione per l’imbarcazione che vogliamo acquistare dissertando con amici ed “esperti” se sia meglio un fuoribordo o un entrofuoribordo? Ovvero quante volte abbiamo difeso l’uno o l’altro parlando di costi, prestazioni e durata nel tempo? Senza pretendere di dare sentenze sull’argomento desideriamo girare il problema a chi se ne intende più di noi e scegliamo per l’occasione un operatore che proprio recentemente ha scelto di aggiungere alla vendita e l’assistenza di motori entrofuoribordo, quella di fuoribordo di uno storico marchio americano. Parliamo di Girolamo Giorgio D’Arpa (Gigi per tutti), figlio d’arte di quell’Alfonso D’Arpa che agli inizi degli anni ’50 aprì a Palermo un’officina di motori marini e industriali specializzandosi negli anni successivi nella distribuzione e nell’assistenza dei maggiori marchi mondiali di entrofuoribordo e motori ad asse elica  diventando il maggior referente per le Autorità Marittime provinciali e regionali quanto a interventi, manutenzioni e rigenerazioni dei rispettivi mezzi navali. A Gigi, che ha affiancato il padre sin da ragazzo  e da 15 anni ormai ha assunto la direzione dell’azienda aggiungendo alla nota sede in via Michelangelo  un nuovo centro vendita in via Filippo Patti nei pressi del Castello a Mare rivolgiamo anzitutto una domanda “scomoda” per chi, come lui stesso si definisce, è un “entrofuoribordista” nato.

A chi non consiglierebbe un EFB?

Per esperienza mi sembra difficile convincere all’acquisto di un efb chi ha il piacere di vedere spiccare da poppa la calandra di un bel fuoribordo magari di grossa cilindrata, simbolo di potenza e… di benessere economico del proprietario. Non lo consiglierei a chi non interessa avere grandi aree prendisole a poppa e ovviamente a chi non ha velleità o bisogno di imbarcazioni di grandi dimensioni”.

 

Quanto ha inciso la nascita e la diffusione dei FB a 4 tempi anche di grossa cilindrata sulla vendita degli efb?

Direi poco, anzi, ne ha favorito la vendita per certi versi perchè lo sviluppo dei  fb di grossa potenza ha incentivato l’acquisto di imbarcazioni più grandi, più accessoriate e funzionali come quelle con grandi spiaggette poppiere, in questo modo spingendo quasi fisiologicamente la clientela ad orientarsi ai vantaggi degli efb.  

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Quanto incide la motorizzazione con efb sulla commerciabilità delle imbarcazioni? In altri termini è vero che si vende meno facilmente un gommone o una barca equipaggiata con efb?

“Le difficoltà di vendita di un efb si avvertono essenzialmente nel ramo del “nuovo” . Un cliente che si presenta all’acquisto di un battello o di una barca nell’80% dei casi si trova davanti un concessionario di  motori fb e nel rimanente 20% un concessionario di efb. A meno naturalmente che non abbia le idee chiare su ciò che desidera, il più delle volte per gli efb gli verranno date delle informazioni terrorizzanti su costi di manutenzione, capacità di stivaggio, consumi ecc.; in realtà per gli efb si hanno costi di manutenzione del 10% più elevati compensati da consumi inferiori a parità di erogazione; inoltre a parità di potenza abbiamo un costo del motore fb superiore mediamente del 25% rispetto a quello di un efb con la conseguenza che per recuperare la differenza di prezzo con il gap dei tagliandi ci vogliono circa 12/15 anni. Quanto all'”usato” i tempi medi di vendita di uno scafo con efb sono nettamente inferiori a quelli di uno fb  perchè ad una minore offerta corrisponde una nicchia di domanda preparata, convinta che verosimilmente  in circa 3 mesi è in grado di assorbire assorbire le occasioni del mercato”.  

 

Il vantaggio di una migliore distribuzione dei pesi e quindi di un migliore assetto di navigazione con l’installazione di un efb si paga con la riduzione degli spazi stivabili. Quali altri vantaggi compensano questo sacrificio?

“Riflettiamo intanto sul fatto che gli efb sono montati su gommoni o barche  di una certa dimensione che di spazi stivabili ne hanno abbondanti. Inoltre nei nuovi modelli spesso si trovano realizzati sulla plancetta di  poppa dei gradini/gavoni di dimensioni anche riguardevoli capaci di ospitare pinne, maschere, canne da pesca, cime e quant’altro che si preferisce non portare in coperta appena usciti dal mare”.

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A parità di potenza installata è più veloce un’imbarcazione equipaggiata con fb o con efb, ipotizzando un efb a benzina?

“La teoria vuole che sia più veloce la barca con fuoribordo. In realtà è l’accoppiamento giusto a dare prestazioni ottimali . Carene, pattini, step, distribuzione dei pesi influiscono tutti sul tipo di propulsione più congeniale. Per valutare il prodotto più idoneo io suggerisco di cercare di capie anzitutto qual’è la velocità di crociera desiderata ma qui il discorso non è più terreno di neofiti ma di diportisti con un discreto trascorso di navigazione.

 

Riduzione dei consumi e maggiore durata nel tempo, ovvero le due tradizionali qualità degli efb diesel a cui si aggiunge oggi quella della “grinta” impressa dalla presenza delle turbine; per quanto Le risulta, questi  efb sono ormai arrivati a superare nelle vendite quelle degli efb a benzina?

“Assolutamente no. Il costo di un diesel rispetto ad un benzina di pari potenza è doppio. Impossibie pensare ad un battello o una barca in cui il motore costi più della barca o del battello stesso A chi mi chiede se consiglio l’uno o l’altro rispondo che tutto dipende dalle ore di navigazione che si pensa di accumulare, quindi faccio un rapido calcolo della differenza dei consumi tra diesel e benzina e del tempo necessario per ammortizzare i costi”. 

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Le cose da non fare per chi possiede un efb

“Tenere il vano motore sporco, con acqua in sentina, carichi non assicurati che possono scivolare verso le puleggie, fare interventi con il motore in moto perchè conghie e puleggie sono pericolosissime. In breve occorre conoscere il motore ma bisogna evitare la superficialità e l’imprudenza nel  “far da sè”.

 

La Mercruiser ha proposto nuovi modelli per il 2014?

“Si, finalmente sono usciti i nuovi modelli diesel con comandi digitali smart craft dal 220 hp al 370 hp. Quest’ultimo è un V8 di origine Volkswagen con un rapporto peso/potenza senza eguali perchè, a parità di potenza, si registrano 300 kg in meno a motore rispetto alla concorrenza più quotata il che vuol dire che ad esempio un battello con doppia motorizzazione può contare su 600 kg in meno a poppa con intuibili vantaggi sulla riduzione dei consumi a parità di velocità”. 

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La novità di quest’anno, l’importante novità, è che D’Arpa Motori è diventato anche concessionario Mercury. Vendita quindi e fornitura ricambi hanno un nuovo punto di riferimento per tutti gli amanti dello storico marchio dei fb. Come conta di organizzarsi logisticamente? Sarà tutto concentrato in via F.Patti, 42/B  nei pressi dell’area archeologica del “Castello a Mare” ? Quali sono i nuovi modelli proposti dalla casa per il 2014?

“Concentreremo la vendita dei fuoribordo Mercury nel nostro nuovo centro in via F.Patti a due passi dal mare anche perchè  ci piacerebbe poter offrire ai nostri clienti la possibilità di verificare le doti dei motori che proporremo montati su imbarcazioni da provare in mare. L’esperienza ci ha consigliato di affidare l’assistenza a service di nostra fiducia perchè troppo spesso chi acquista non gravita nell’area di operatività della nostra ditta e troverà più funzionale rivolgersi a chi possa intervenire con la dovuta rapidità. Per quanto ovvio rimane stabile e  costante la nostra presenza nei rapporti con la casa e per la fornitura dei ricambi. Quanto alle novità proposte quest’anno dalla casa, oltre al sistema di guida con joystick per i Verado da 250 a 300 hp e all’offerta speciale del l’F150 efi (4T) a poco più di 12 mila euro,  ritengo di grande interesse il  40  hp fornito adesso di serie con elica d’acciaio, ciò che consente incrementi di  velocità senza perdere l’apprezzabile capacità di  spunto garantita dal diverso rapporto al piede  introdotto l’anno passato.

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