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"Le interviste"
di Umberto Trapani

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"LE INTERVISTE"
DI UMBERTO TRAPANI

Le tendenze del settore secondo MASTER

La domanda di gommoni si orienterà ancora sulla fascia oltre i sei metri ma non aspettiamoci riduzioni dei prezzi almeno dai cantieri che rispettano le regole del mercato.

Sulle tendenze del settore accogliamo il parere di Piero Gargiulo titolare della Master

Per la nautica si è chiuso un “anno da dimenticare” solo in parte compensato da un andamento dell’export che, almeno per alcuni cantieri, ha costituito anche in prospettiva una fonte di domanda di importanza rilevante. Le difficoltà del comparto, di cui il Salone di Genova ha messo in chiara evidenza la portata, hanno confermato anche che le abitudini e le esigenze dei diportisti vanno rapidamente modificandosi; il gommone, come e forse più di tante altre imbarcazioni, che negli ultimi anni era divenuto uno “status symbol” tanto da essere preferito nonostante il maggior prezzo a unità di pari dimensioni ma con un’abitabilità superiore, torna ad essere considerato quel mezzo di trasporto versatile che è sempre stato. Ma contemporaneamente sembra vadano modificandosi anche i criteri di scelta dei gommoni che, stante almeno alla forte impennata delle vendite dei fuoribordo “senza patente” , appaiono ispirati al desiderio di possedere mezzi di dimensioni più “umane”,il che in termini più espliciti vuol dire battelli tra i 4,50 e i 6-6,50 m.

Chiediamo a Piero Gargiulo, titolare di uno dei cantieri che da oltre trent’anni è presente con successo nel mercato, se questa, secondo lui è la tendenza della domanda che condizionerà nei prossimi periodi l’attività produttiva.

“Quella dei maxi-gommoni è stata una moda che ha influenzato anche coloro che credevano che possedere un gommone oltre i 10 metri non comportasse una gestione particolarmente onerosa. Domani quella frangia di clientela, a causa della crisi attuale certamente sparirà ma resterà comunque una nicchia di persone che vorrà permettersi battelli di grandi dimensioni. Quanto alle misure prevalenti a cui i cantieri si orienteranno è opportuno sottolineare due cose: chi avvertirà di più la crisi sono coloro che guadagnano 1.300-1.500 euro al mese e per loro l’acquisto di un gommone , ovviamente parliamo di nuovo, costituiva un lusso anche prima della crisi; in secondo luogo i cosiddetti piccoli battelli, quelli entro i 5-5,50 metri hanno stimolato in questi ultimi anni il settore del noleggio che, sfruttando anche l’ampio parco dell’usato, oggi soddisfa quindi un’ampia quota di domanda. Chi invece desidera il gommone per sé, per goderselo nelle vacanze, per viaggiarci o magari per soddisfare il gusto dell’avventura sembra sempre più orientato ad acquistare mezzi tra i 6 e gli 8 metri e questa è la fascia dimensionale a cui i costruttori probabilmente si indirizzeranno.”

Qualunque sia la tendenza in termini dimensionali del mercato, è certo che l’utenza come viene definita, gravata su fronti più “essenziali “ da una crisi che al momento sembra destinata a durare, dovrà essere incentivata da prezzi d’acquisto più contenuti. C’è da sperare che i cantieri verranno incontro a questa esigenza?

“Quando si parla di prezzi bisogna anzitutto distinguere tra quelli equi e quelli che non lo sono perché nel primo caso, e parlo di aziende come la mia che deve fare i conti anche con una rete di concessionari a cui spetta una percentuale di vendita, i listini hanno sino ad oggi rispettato le giuste proporzioni tra costi e ricavi. Inoltre si consideri che, almeno la Master, negli ultimi due anni non ha ritoccato i prezzi dei propri battelli mentre crescevano, e sono ancora in costante aumento, i costi delle materie prime che come noto sono prevalentemente legate al prezzo del petrolio, dalle resine agli stessi tessuti gommati. Quindi parlare di riduzioni non mi sembra obiettivamente realistico. “

Il mercato nazionale e quello locale in particolare hanno visto crescere in questi ultimi anni la concorrenza alle ditte più affermate come la Master da parte di piccoli cantieri che sfruttando la crescita della domanda sono riusciti a ritagliarsi una certa quota di mercato offrendo prodotti a prezzi talvolta molto concorrenziali . La prospettiva che nei prossimi mesi si confermi quel raffreddamento della domanda già registrato lo scorso anno quali conseguenze avrà su questa situazione? In altri termini quale sarà la strategia dei cantieri più affermati per contrastare la concorrenza di chi si propone con listini più bassi in una fase di generale contrazione del potere d’acquisto ?

“Anche la mia azienda è stata piccola nel passato e anche noi allora abbiamo “dato fastidio” a grossi nomi della gommo nautica. Il problema quindi va visto nell’’ottica della lealtà, chiamiamola pure così, con cui si deve operare nel mercato; se ciò avviene che ben venga la concorrenza perché sarà occasione di stimolo per tutti. Diversamente, se fidando sulla poca conoscenza dei prodotti e delle qualità ormai imposte dalla normativa comunitaria alcuni cantieri cercheranno di avvelenare il mercato, è verso di loro che tutti i cantieri che operano correttamente dovranno far fronte comune per far valere il loro giusto operato . “

La crisi attuale dà spazio ovviamente alla crescita del mercato dell’usato ma accentua la tendenza da parte dei possessori di gommoni di curare di più lo stato dei propri mezzi impegnandosi in più attente operazioni di manutenzione, di riparazione e, se il caso, anche di trasformazione. L’assistenza su questo fronte vede le aziende come la Master, attrezzate per ogni fase produttiva, chiaramente favorite. La domanda si è già resa evidente negli ultimi mesi? Le maggiori richieste quali tipi di interventi hanno riguardato?

“Noi registriamo già da due anni a questa parte una sensibile tendenza al ripristino dei battelli. Specie chi possiede mezzi di cui ha avuto modo di verificare nel tempo la buona qualità si rivolge a noi ,chiarisco subito non solo con gommoni della Master ma anche di altri cantieri, per interventi che quasi sempre riguardano la sostituzione dei tubolari, comprensibile d’altronde perché come noto la parte gommata è la più vulnerabile tra le componenti di un battello e anche quella che, una volta sostituita, contribuisce visibilmente a rinnovarne il look . Con una spesa relativamente contenuta (costa tra i 3 e i 4000 euro cambiare i tubi a un gommone di 6 metri ad esempio) e sempre nel caso che la struttura del battello non risulti compromessa (tracce di osmosi o peggio falle in carena, danni ai longheroni o ad altri elementi di rinforzo dell’opera viva ecc.) è possibile, con lavori in vetroresina ben fatti o ritocchi in gel-coat rendere, oserei dire, quasi irriconoscibile il proprio mezzo restituendogli lo smalto iniziale. C’è da aggiungere che registriamo anche una piccola quota di clientela che profitta di questi interventi per chiederci utili trasformazioni dei battelli a cui sono affezionati, magari contagiati da alcune novità viste in gommoni di più recente produzione simili ai propri”.


Palermo, Gennaio 2012 - ©Umberto Trapani


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