«

»

Feb 13

E’ iniziata l’avventura di Sergio Davì

1Mercoledì 11 febbraio alle 14,30 Sergio Davì ha finalmente sciolto gli ormeggi per intraprendere una delle più difficili imprese gommonautiche mai tentate ovvero la traversata dell’Atlantico per raggiungere le coste del Brasile e approdare, dopo una lunga discesa lungo le coste di quel Paese, a Rio de Janeiro.DSC_6726 Due anni quasi di preparazione, rapporti coltivati con le autorità di sette paesi, l’organizzazione di scali, rifornimenti e assistenza in 23 approdi previsti e soprattutto la progettazione e la costruzione di un battello che fosse in grado di resistere alla prova di 6000 miglia di mare trasportando un carico di carburante ben superiore alla normale dotazione prevista per la sua lunghezza.DSC_6772 E’ tanto e non è tutto perchè Sergio Davì sa bene per le passate esperienza che senza un equipaggio all’altezza, per esperienza e carattere, nessuna impresa risulta possibile. Ecco perchè ha scelto di farsi affiancare da due persone diverse per capacità ma entrambe equilibrate e generose: Massimo Rocca, copilota ed esperto di elettronica e allestimenti tecnici, e Allessio Bellavista, capitano di lungo corso, esperto di navigazione oceanica e fotografo.
A credere nella difficile avventura sono stati i cantieri Noah, giovane realtà palermitana che fa capo a Piero Mannino e Sergio Abbate, che in pochi anni ha realizzato una gamma di battelli che vanno dal 5,55 a all’11,50 metri, riuscendo velocemente a conquistare l’interesse e l’apprezzamento del complesso quanto esigente mercato degli appassionati di gommoni.DSC_6752 La Noah ha costruito per Sergio Davì un esemplare unico del riuscito “Noah 29” (9,40 x 3,30 ft) allestito con una consolle e un t-top particolari e strutturato per stivare stabilmente 1.000 litri di carburante a cui, durante l’impresa, si sommeranno altri 1.000 litri circa ripartiti in tre serbatoi asportabili. DSC_6781
I controlli di bordo saranno affidati a una complessa strumentazione della Raymarine che comprende 2 GPS da 12′ con display multifunzione, un radar, una telecamera termica e un anemometro; per le comunicazioni serviranno due VHF (Europa/America), e per un più funzionale assetto di guida due sedili Shockwave e un t-top che copre l’intero pozzetto, con funzione all’occasione di telaio per l’installazione di una grande tenda campeggio. La motorizzazione è affidata a due entrofuoribordo turbodiesel da 200 hp.DSC_6789
La traversata di “Elenka” (questo il nome che si è voluto dare al battello in onore al maggior sponsor dell’impresa che già aveva sostenuto il noto raider nel precedente viaggio a Capo Nord)  avrà una durata di poco più di due mesi considerate le tappe tecniche (alle Isole di Capo Verde il battello verrà tirato a secco per i dovuti controlli) e le presumibili soste in attesa di condizioni meteo favorevoli, il tutto per una lunghezza stimata di quasi 6.000 miglia. Ventitrè come accennato gli approdi previsti distribuiti tra la Tunisia, l’Algeria, il Marocco, le Isole Canarie, il Sahara Spagnolo, le Isole di Capo Verde e infine il, Brasile lungo le cui coste i nostri raiders dovranno navigare ancora per oltre 1.200 miglia prima di raggiungere Rio de Janeiro.DSC_6817

1 comment

  1. adesso aspettiamo il “volo” di Elenka verso Capo Verde e Fernando de Noronha…. e Copacabana, certo!

    Forza Sergio! Molti gommomarinai francesi ti seguono e tiffano!

    Ciao!

Lascia un commento